Perché ti senti bloccato anche se hai lavorato tanto su di te?

Blocchi emotivi, auto-sabotaggio e identità

Hai letto libri. Hai frequentato corsi. Hai ascoltato podcast sulla crescita personale. Forse hai persino lavorato per anni su te stesso.

Eppure c’è un punto della tua vita in cui continui a sentirti bloccato.

Può essere il denaro.

Può essere una relazione.

Può essere il lavoro.

Può essere quella sensazione difficile da spiegare per cui sai di avere molto più potenziale di quello che stai esprimendo, ma qualcosa sembra trattenerti.

È una delle frasi che sento più spesso nel mio lavoro:

“Angelo, so cosa dovrei fare. Ma non riesco a farlo.”

Ed è proprio qui che comincia il problema.

Perché molto spesso non ti manca la conoscenza.

Ti manca il permesso interiore di diventare una persona diversa.

Che cosa sono davvero i blocchi emotivi?

Un blocco emotivo non è semplicemente una paura.

È una risposta che nel tempo può essere diventata automatica.

La mente razionale dice:

“Voglio cambiare.”

Una parte più profonda risponde:

“Cambiare potrebbe essere pericoloso.”

Ed ecco che compaiono procrastinazione, perfezionismo, senso di colpa, bisogno di approvazione, paura di esporsi, difficoltà a chiedere denaro, timore di avere successo o relazioni nelle quali continuiamo a ripetere gli stessi schemi.

Per questo spesso l’auto-sabotaggio non è mancanza di volontà.

È una forma di protezione. Una strategia che probabilmente ha avuto un senso in un’altra fase della tua vita, ma che oggi rischia di diventare una prigione.

Perché continuiamo ad auto sabotarci?

L’auto-sabotaggio inconscio può manifestarsi in modi apparentemente molto diversi:

  • rimandi continuamente una decisione importante;
  • inizi progetti e non li porti a termine;
  • quando le cose cominciano ad andare bene trovi inconsapevolmente il modo di complicarle;
  • chiedi meno denaro di quanto ritieni valga il tuo lavoro;
  • cerchi continuamente conferme;
  • eviti di esporti;
  • rimani in relazioni o situazioni che non senti più tue;
  • aspetti di sentirti finalmente “pronto”.

Il denominatore comune può essere uno:

la tua #identità profonda non coincide ancora con la vita che dici di volere.

Puoi desiderare il successo e contemporaneamente avere paura di ciò che il successo comporterebbe.

Puoi desiderare più denaro e contemporaneamente sentirti a disagio nel riceverlo.

Puoi desiderare libertà e continuare a cercare inconsciamente l’approvazione delle persone che ami.

È il motivo per cui ripeto spesso che non basta cambiare comportamento.

Occorre lavorare sull’identità che produce quel comportamento!

Perché mi sento bloccato nella vita?

Quando una persona mi pone questa domanda, raramente parto chiedendo:

“Qual è il tuo obiettivo?”

Preferisco andare un po’ più in profondità.

Chi dovresti diventare per raggiungerlo?

E soprattutto:

che cosa rischieresti di perdere diventando quella persona?

Sembra paradossale. Ma cambiare può significare smettere di appartenere simbolicamente alla propria famiglia.

Guadagnare più del padre.

Essere più libera della madre.

Dire no a persone alle quali hai sempre detto sì.

Esporsi al #giudizio. Smettere di essere indispensabile.

Lasciare un’identità costruita in decenni di vita. E una parte di noi può preferire una sofferenza conosciuta a una libertà sconosciuta.

Il legame tra famiglia, identità e successo

Nel mio lavoro di #Coaching #Animino incontro spesso persone intelligenti, preparate e consapevoli che continuano a vivere situazioni molto inferiori alle loro possibilità. Quando approfondiamo, emergono frequentemente antichi accordi interiori.

Non sono necessariamente pensieri formulati consapevolmente.

Assomigliano piuttosto a messaggi (attenzione: per-linguistici, quindi ignorati dalla tua mente/ego) come:

“Non devo superare mio padre.”

“Devo prendermi cura di tutti.”

“Se divento troppo forte non sarò più amato.”

“Per meritare devo faticare.”

“Ricevere senza sacrificarmi è sbagliato.”

“Se penso a me sono egoista.”

Questi messaggi possono condizionare il modo in cui viviamo il #successo, il #denaro, l’amore e persino il #corpo.

Non significa attribuire ogni difficoltà ai genitori. Significa comprendere che l’identità adulta nasce anche dalla storia relazionale nella quale siamo cresciuti.

Diventare consapevoli di questi schemi permette di cominciare a scegliere invece di continuare semplicemente a ripetere.

Autostima e denaro: perché spesso sono collegati?

Il rapporto tra #autostima e #denaro mi interessa da molti anni. Non perché il denaro misuri il valore di una persona. Assolutamente no.

Ma perché il modo in cui guadagniamo, chiediamo, riceviamo, spendiamo e tratteniamo il denaro può raccontare qualcosa del nostro rapporto con il valore.

Pensa ad alcune situazioni.

Sai di essere competente ma chiedi sempre meno degli altri. Provi disagio quando devi dire il prezzo del tuo lavoro. Appena guadagni di più trovi un modo per spendere tutto.

Accetti clienti o condizioni che non vuoi pur di non perdere un’opportunità.

Ti senti quasi in colpa quando ricevi.

In questi casi il problema potrebbe non essere soltanto economico. Potrebbe esserci una domanda più profonda:

quanto sono disposto a riconoscere il mio valore senza aspettare che siano gli altri a confermarmelo?

Un giorno, dopo tanto dolore, accadde un #miracolo nella mia vita. Quel giorno ho smesso di sentirmi capace perché me lo diceva un genitore, un collega, un mentore, il (Magnifico 🙂 Rettore che mi diede la laurea ecc ecc.

La paura del successo esiste davvero?

Siamo abituati a parlare della paura di fallire. Molto meno della paura di riuscire.

Eppure il successo cambia gli equilibri.

Aumenta la visibilità.

Aumenta la responsabilità? Oh siiii!

Ci espone al giudizio. Può modificare le nostre relazioni. Ci obbliga ad abbandonare la rassicurante frase:

“Potrei farcela, se solo…”

Perché arriva un momento in cui devi verificare davvero chi puoi diventare. La domanda quindi non è soltanto:

“Quanto desideri il successo?”

Ma anche:

“Quanto sei disposto a cambiare identità per sostenerlo?”

Che cos’è il Coaching Animino?

Chiamo Coaching Animino il mio modo di lavorare sulla persona integrando obiettivi, identità, corpo, emozioni, schemi inconsci, storia personale e dimensione di significato.

Dopo oltre 32anni di esperienza nel coaching e nella formazione ho compreso una cosa semplice:

le persone spesso non hanno bisogno dell’ennesima tecnica per ottenere ciò che desiderano.

Hanno bisogno di comprendere chi dentro di loro sta impedendo quel cambiamento e che cosa sta cercando di proteggere.

Il Coaching Animino non parte quindi soltanto dalla domanda:

“Che cosa vuoi ottenere?”

Parte anche da:

“Chi sei diventato per sopravvivere fino a oggi?”

“Quale parte di quell’identità non ti serve più?”

“Chi potresti diventare se smettessi di avere paura di perdere l’amore, l’appartenenza o l’approvazione degli altri?”

È lì che il lavoro diventa interessante.

Come iniziare a riconoscere un blocco inconscio

Puoi partire da cinque domande.

1. In quale area della mia vita conosco perfettamente ciò che dovrei fare ma continuo a non farlo?

È spesso il primo segnale che il problema non è informativo.

2. Che cosa temo potrebbe accadere se ottenessi davvero ciò che desidero?

Non chiederti soltanto che cosa potresti guadagnare.

Chiediti che cosa potresti perdere.

3. A chi potrei sentire di diventare sleale cambiando?

Padre, madre, partner, famiglia, ambiente sociale.

A volte la fedeltà invisibile è più forte dell’ambizione cosciente.

4. Quale identità sto continuando a difendere?

Il bravo ragazzo? La persona indispensabile? La vittima? Il poverino, Angelo…

Quello che non sbaglia mai? Quello che salva tutti? Quello che non ha bisogno di nessuno?

5. Se non dovessi più dimostrare niente a nessuno, che vita sceglierei?

Fermati davvero su questa domanda.

La risposta potrebbe sorprenderti.

Non devi diventare qualcun altro

La crescita personale viene spesso raccontata come una continua aggiunta. Più disciplina. Più forza.

Più tecniche. Più controllo. Nel mio lavoro ho scoperto spesso l’opposto.

Bugia, bugia, Edisona Kukaj li chiama “autoinganno.

A volte crescere significa togliere.

Togliere una maschera. Togliere un ruolo. Togliere un vecchio patto. Togliere l’obbligo di essere ciò che gli altri si aspettavano. Fino a ritrovare qualcosa che era già lì. Te stesso.

Per questo credo che il vero cambiamento non inizi quando finalmente impari a controllarti meglio.

Comincia quando non hai più bisogno di tradirti per sentirti amato, accettato o al sicuro.

Ed è probabilmente uno dei primi passi verso quella che chiamo libertà animina.


Domande frequenti

Perché una persona si auto sabota?

L’auto-sabotaggio può essere collegato a paura del fallimento, paura del giudizio, bisogno di approvazione, perfezionismo, convinzioni apprese e strategie protettive consolidate nel tempo. Comprendere la funzione del comportamento è spesso più utile che combatterlo direttamente.

Come capire se ho un blocco emotivo?

Un possibile segnale è la ripetizione: sai che una situazione ti fa stare male, sai teoricamente che cosa dovresti cambiare, ma continui a riprodurre lo stesso schema.

Autostima e denaro sono collegati?

Non esiste un’equivalenza per cui più denaro significhi maggiore autostima. Tuttavia il senso di valore personale può influenzare comportamenti come chiedere un compenso, negoziare, ricevere, porre limiti e riconoscere il valore del proprio lavoro.

Che differenza c’è tra coaching tradizionale e Coaching Animino?

Nel metodo che definisco Coaching Animino, oltre agli obiettivi e alle azioni, esploro identità, schemi ricorrenti, vissuto emotivo, corpo, relazioni significative e senso personale attribuito all’esperienza.

Come posso iniziare a superare l’auto-sabotaggio?

Il primo passaggio è smettere di considerarlo semplicemente un nemico. Chiediti quale funzione abbia avuto quel comportamento e che cosa stia cercando di evitare o proteggere. Da questa consapevolezza può iniziare un lavoro concreto di cambiamento.


Angelo Storari
Coach e formatore dal 1988, da oltre 35anni lavora nell’ambito del life e business coaching. È coautore di CambiaMente – Manuale di neuroscienze per il coaching, edito da FrancoAngeli, e autore di Nel Nome del Padre, Transeuropa Edizioni. Ha sviluppato un approccio denominato Coaching Animino, dedicato al lavoro su identità, schemi interiori, consapevolezza e cambiamento personale.

Vuoi capire quale schema potrebbe continuare a bloccarti?

Puoi contattarmi per conoscere il percorso Coaching Animino o partecipare ai miei prossimi incontri e masterclass.

Angelo Storari Coach Animino

Immagine di Angelo Storari

Angelo Storari

Coach e Mental Trainer

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